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14 Novembre, 2021

Il parto anonimo e la ricerca delle origini: dubbi e perplessità operative

In mancanza di una legge in materia, l'applicazione del diritto dell’adottato a conoscere le proprie origini non segue una prassi uniforme in tutto il territorio nazionale.
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Se nella tua tesi di laurea o di dottorato hai trattato argomenti quali adozione o affido, contatta e manda l’abstract a redazione@italiaadozioni.it. Saremo ben lieti di valorizzare la tua ricerca e di diffonderla tra operatori e famiglie che hanno a cuore questi temi. 

Mi sono laureato in giurisprudenza, presso l’Università degli Studi di Firenze, ad aprile 2020, discutendo una tesi in Diritto Costituzionale Generale.
Il titolo del mio elaborato, “Parto anonimo e diritto della persona adottata a conoscere le proprie origini”, è stata l’occasione che mi ha permesso di costruire la mia formazione successiva, concentrando la mia attenzione e i miei studi su una serie di tematiche fra loro interconnesse.
L’istituto dell’adozione e la ricerca delle origini biologiche, in primis, unite alla mediazione familiare e alla tutela delle cd famiglie fragili.
Ho recentemente conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di Mediatore Familiare (AIMEF) presso l’ISFAR di Firenze.

Perché ho scelto questo argomento?

La scelta di affrontare la ricerca delle origini non è stata casuale.
Questa mia decisione coincise con la scoperta, presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze, del progetto SER.I.O. (Servizio per le Informazioni sulle Origini)- che da poco era stato pubblicizzato dai mass media – e dell’interesse di un’amica di famiglia, adottata, a conoscere le proprie origini.

Queste circostanze, insieme alla mia curiosità di studente verso le attività dell’istituto, mi hanno spinto a concentrarmi proprio su questo argomento.

Durante le ultime lezioni all’università, ho iniziato a frequentare assiduamente la biblioteca dell’istituto, per svolgere una prima e articolata ricerca accademica delle diverse fonti, per conoscere e approfondire il tema delle origini.

Mi rendevo conto che più leggevo e comprendevo i diversi profili della materia, più mi appassionava comprendere appieno la complessa dinamica del figlio adottato non riconosciuto, da un lato, e, dall’altro, della madre biologica che sceglieva di rimanere anonima.

Questa ricerca accademica è durata per diversi mesi, in parallelo con le altre mie ricerche presso l’università, ed è stata per me stimolante e fonte di ispirazione.
Il mio interesse per questa materia nasce da una pura curiosità accademica e di studio, non essendo stato adottato.

La ricerca delle origini: una materia molto complessa

Mi sono reso conto, durante la stesura e lo studio della tesi, che la ricerca delle origini apre uno scenario molto complicato nell’ordinamento italiano, che invece non troviamo in altri Paesi.
In Italia abbiamo una regolazione della materia solo a livello giurisprudenziale e non legislativo: manca, in sostanza, una vera e propria legge che regoli il diritto dell’adottato a conoscere chi è la propria madre naturale, e quello di quest’ultima a rimanere anonima.
Attualmente, troviamo solo fonti giurisprudenziali, ovvero sentenze, quindi decisioni dei giudici, senza però un intervento del nostro parlamento (Corte Cost. n. 425/2005; Corte EDU, Godelli c. Italia, 2012; Corte Cost. n. 278/2013; Corte di Cass. Civ. SU, n. 1946/2017).
Infatti, la persona adottata, nata da parto anonimo, per accedere alle informazioni sulle proprie origini, dovrà presentare un’apposita istanza presso il Tribunale per i Minorenni del luogo di residenza, compiuto il venticinquesimo anno di età. I requisiti di accesso al proprio fascicolo, insieme alle eccezioni previste dalla legge, sono indicati chiaramente nell’art. 28, L. n. 184/1983.

L’adottato verrà accompagnato nel suo percorso di ricerca, attraverso una serie di colloqui con una psicologa e un’assistente sociale, per valutare le ragioni alla base della sua richiesta, nonché la sua maturità nel procedere in questo percorso.
Parallelamente, il Trib. Min. procederà a svolgere delle ricerche, coadiuvato dalle forze dell’ordine, per rintracciare la madre naturale, se viva, e procedere, nei suoi confronti, al cd. interpello.
Si tratta di un’intervista, che si svolgerà con modalità volte a tutelarne la privacy e la riservatezza, per sondare l’attualità della sua decisione a rimanere anonima, anche a distanza di decenni dalla propria scelta.

Tuttavia, proprio per la mancanza di una legge ad hoc in materia, ogni tribunale per i minorenni si è autoregolato, perciò, nonostante la pronuncia della Corte Cost. del 2013, che ha previsto l’interpello della madre, non vi sono linee guida universali da seguire.
Questo comporta, nel concreto, un’applicazione del diritto dell’adottato a conoscere le proprie origini, ed una prassi dei trib. min. non uniformi su tutto il territorio nazionale.

Parto anonimo: madre anonima e figlio alla ricerca delle proprie origini

La disciplina italiana pone in gioco due opposti interessi: da un lato, l’interesse della madre biologica a rimanere anonima, e, dall’altro, quello del figlio adottato a conoscere le proprie origini.

Dato il mio percorso di studi in giurisprudenza, ho tratteggiato questa complessa dinamica, partendo da un inquadramento nazionale, e analizzando quali fonti normative regolano il diritto della madre e quali articoli non riconoscono al figlio il diritto a conoscere le proprie origini.
In seguito, ho analizzato la complessa giurisprudenza della nostra Corte Costituzionale e di Cassazione, confrontandola con la disciplina internazionale e la giurisprudenza della Corte EDU,.
Quest’ultima è stata di fondamentale ispirazione per giungere, attualmente, al riconoscimento di un diritto dell’adottato a conoscere le proprie origini.

In mancanza di una legge in materia, pur se efficace solo a livello regionale, il Progetto SER.I.O. mi ha permesso di spaziare su questa tematica, delineandone i caratteri particolari che ne consentono l’accesso, e i limiti che pone nella ricerca delle origini.

Ricerca delle origini: com’è regolata in altri Paesi diversi dall’Italia?

E’ stato inevitabile non affrontare la materia anche da un punto di visto comparato, confrontando la disciplina italiana con quella di altri Paesi europei.
Ho selezionato tre ordinamenti giuridici (francese, spagnolo e inglese) che, per caratteristiche e tradizioni, si prestano ad un’analisi comparata molto interessante e di ampio raggio.

In particolare la Francia stupisce per la sua configurazione.

Nel 2001 istituisce il CNAOP, organismo pubblico che collega chi cerca le proprie origini con le rispettive madri biologiche. Apparentemente, sembra una soluzione all’avanguardia, ma non lo è nella sostanza: in Francia, la volontà della madre a mantenere l’anonimato prevale, profondamente, su quella dell’adottato a conoscere le proprie origini.

L’ordinamento spagnolo, invece, si differenzia sotto un profilo qualitativo: in Spagna si ha un ampio ricorso all’istituto della mediazione familiare, strumento fondamentale che svolge un ruolo centrale nel contemperare i due opposti interessi.

Infine, per quanto riguarda l’ordinamento giuridico inglese, la discussa open adoption costituisce un unicum, e come tale comporta diverse perplessità circa i contatti post-adozione tra famiglia biologica e adottiva, agenzie di adozione e soggetto adottato.

Cosa la Tesi di Laurea ha fatto per me

Studiare, svolgere le mie ricerche, e comprendere le fitte trame che si nascondono dietro una tematica così intricata, mi ha permesso di comprendere un istituto giuridico sempre poco conosciuto, quello dell’adozione.

Sempre meno persone, a meno che non siano adottate, sono a conoscenza di cosa voglia dire ricercare le proprie origini, e di quali implicazioni (psicologiche, familiari, esistenziali) questo può comportare in una persona, anche adulta o anziana.

Dal mio personale punto di vista, risulta di estrema importanza diffondere il verbo dell’adozione, della ricerca delle origini, e in generale della verità biologica, abbattendo il muro di segreti e omertà che per interi secoli ha ostacolato la verità sulle origini.

Tutt’ora molte persone adottate non sanno cosa possono o non possono fare in tale senso, e quale è la procedura da seguire.
Una buona parte di queste sono addirittura ignare di essere state adottate, anche in tarda età.

Edoardo Scianò

Università degli Studi di Firenze

Facoltà di giurisprudenza

Anno accademico: 2018/2019

Tesi di laurea: Parto anonimo e diritto della persona adottata a conoscere le proprie origini

Relatore: Prof.ssa Marta Picchi

Leggi l’abstract della tesi


Da diversi anni ItaliaAdozioni pubblica periodicamente articoli a cura di laureati o laureandi che trattano nelle loro tesi di laurea, master o dottorato i temi a noi cari. Scopri tutte le tesi pubblicate.

2 Commenti

  1. Maria Teresa

    Articolo scritto bene in modo chiaro e sintetico, comprensibile anche per i non addetti ai lavori ed interessante per tutti.

    Rispondi
    • Anna

      Sto lottando da parecchio tempo x questa mamma che ha scelto il parto anonimo ma chiuso il caso non trovano il nome
      Il mio avvocato il primo in Italia x questa materia sta latrando tanto .
      E chi è il responsabile di aver perduto tutta la documentazione.

      Rispondi

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